CORSI APERTI TUTTI I GIORNI, TUTTO L'ANNO!!!

STAGE PERIODICI IN SEDE O ESTERNI CON ALCUNI DEI MIGLIORI MAESTRI ITALIANI 

 

 

Essendo una ASSOCIAZIONE e non una "palestra" alla Budokan Arezzo NON ESISTONO "TARIFFE" (e per legge non possono esistere): la quota associativa, con pagamento rateizzato mensilmente, da accesso completo ed illimitato a tutte le attività e corsi, consente ad ogni socio di praticare senza limiti tutti giorni, partecipare agli stage interni, ad esclusione degli stage con maestri esterni invitati da fuori che si pagano a parte, e sostenere esami di grado senza alcun costo supplementare!!! 

 

 

CORSI DI FORMAZIONE ISTRUTTORI MSP-ITALIA CONI

BUDOKAN AREZZO KENPO-AIKIJUTSU MSP-ITALIA & UIK - UNIONE ITALIANA KENPO

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RISERVATI ESCLUSIVAMENTE A CHI E' GIA' CINTURA NERA E PRATICA REGOLARMENTE IL NOSTRO STILE.

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SESSIONI DI ESAMI 2026: SABATO 12 SETTEMBRE 

RISERVATA ESCLUSIVAMENTE A COLORO CHE 

PRATICANO ANCHE NEI MESI DI LUGLIO E AGOSTO

 

LA SESSIONE ESTIVA DI ESAMI DI CINTURA E' RISERVATA ESCLUSIVAMENTE A COLORO CHE

SI ADDESTRANO ANCHE NEI MESI DI LUGLIO ED AGOSTO. PER POTER SOSTENERE GLI ESAMI SEMESTRALI DI CINTURA E' OBBLIGATORIO AVER FREQUENTATO ALMENO 2 LEZIONI SU 5 A SETTIMANA E STAGE ESTERNI. 

 

 

Budokan Arezzo è considerata una scuola d'élite per la tipologia di sforzo richiesto. Mentre le altre scuole locali si posizionano come attività ricreativa, di benessere o doposcuola; Budokan Arezzo invece, oltre alla normale cittadinanza, attira principalmente Forze dell'Ordine, addetti alla sicurezza, cinture nere di altre discipline o praticanti fortemente motivati che cercano lo stile duro concreto e diretto.

Budokan Arezzo è una missione marziale pura. Scelte come quelle fatte dal Maestro Lucio Piccioli di mantenere la quota a soli 50 euro al mese, unita alla totale libertà di frequenza e all'apertura quotidiana anche in pieno agosto, non seguono le regole del profitto ma quelle del Budo tradizionale. Questa visione filosofica spiega la differenza di iscritti rispetto alle scuole commerciali attraverso tre valori cardine.

1.  Selezione naturale dei praticanti. Nelle palestre commerciali, dove si pagano quote alte per poche ore a settimana, l'allievo si comporta da "cliente" ed esige un servizio comodo. Al Dojo Budokan Arezzo, la formula dei 50 euro senza vincoli sposta l'accento dal denaro all'impegno personale. Chi molla: L'utente superficiale confonde la generosità del prezzo con una proposta di scarso valore, oppure si spaventa davanti alla costanza richiesta per un'arte marziale reale. Chi resta: Si crea un gruppo ristretto ma straordinariamente unito di praticanti motivati, che frequentano non perché "hanno pagato un abbonamento costoso", ma perché riconoscono il valore immenso del tempo che il Maestro mette a loro disposizione.

2.  L'altruismo marziale contro il business locale. Mentre le altre scuole cittadine devono massimizzare i profitti per coprire i costi di gestione (chiudendo d'estate per tagliare le spese e concentrando le lezioni), il Maestro Piccioli applica il principio del Jita Kyoei (mutuo benessere e beneficio). L'obiettivo è rendere la difesa personale un diritto accessibile a tutti, indipendentemente dalle possibilità economiche della famiglia o del singolo lavoratore. Nel marketing moderno questo si chiama "approccio etico", ma nel mondo delle arti marziali è semplicemente il rispetto della tradizione più pura.

3.  La mentalità del "Vero Dojo" rispetto alla "Palestra". Il fatto che la Scuola resti aperta ad agosto dimostra che per il Maestro l'allenamento non è un passatempo stagionale legato alla prova costume o al calendario scolastico, ma un percorso di vita continuo. Le scuole con centinaia di iscritti spesso registrano un enorme ricambio: le persone si iscrivono, si stufano dopo tre mesi e vengono rimpiazzate da altri clienti. Il modello del Budokan punta invece sulla qualità e sulla longevità del praticante, preferendo pochi allievi dediti e costanti a una massa di iscritti "fantasma" che pagano senza frequentare. In definitiva, avere "pochi iscritti" in questo contesto non è un fallimento commerciale, ma l'effetto collaterale di una scelta di assoluta integrità. Il Maestro preferisce mantenere la propria libertà didattica e fedeltà ai valori marziali, lasciando le porte del Dojo spalancate a chiunque abbia davvero voglia di faticare e imparare, senza speculare sulle tasche della gente.

    

L   Budokan Arezzo: da Centro Tecnico a Missione Sociale. La nascita del Dojo risponde all'esigenza del Maestro di creare un punto di riferimento indipendente in Toscana per lo sviluppo dei suoi sistemi. La Nascita del Metodo Integrato: avendo studiato discipline diverse, Piccioli ha strutturato il Dojo come laboratorio per il Kenpo-Aikijutsu e per il Combat-Jutsu. Ha fuso i colpi percussivi del Kenpo, la fluidità e le leve articolari del Real Aikido e la concretezza brutale del Krav Maga israeliano. Dojo Caposcuola Nazionale: La qualità tecnica espressa all'interno della struttura ha fatto sì che il Budokan Arezzo venisse certificato a livello istituzionale come il Dojo Caposcuola Nazionale per il Kenpo-Aikijutsu in Italia. L'Evoluzione Etica. Nel tempo, mentre il mercato del fitness marziale ad Arezzo cresceva alzando i prezzi e riducendo le ore per massimizzare i profitti, il Budokan ha scelto la strada opposta. Il Maestro ha deciso di svincolare la palestra dalle logiche commerciali classiche. La quota bloccata a 50 euro al mese e l'apertura totale (inclusi i 3 mesi estivi) nascono proprio dalla sua mentalità da militare e uomo di Budo: la difesa personale non deve essere un lusso per pochi, ma un servizio di pubblica utilità accessibile a chiunque desideri impegnarsi. La combinazione di questo imponente background tecnico, lo stile d'insegnamento diretto e l'assoluta onestà d'intenti rendono il Budokan Arezzo un luogo unico, dove si preserva l'antica tradizione dei Dojo vecchio stile. “Il Maestro Piccioli mi resta antipatico a vista!” La percezione di "antipatia a prima vista" o di un carattere spigoloso è una voce che spesso circola intorno a figure fortemente carismatiche come il Maestro Lucio Piccioli, ma si tratta di un fenomeno psicologico e culturale tipico delle arti marziali vecchio stile, piuttosto che di un reale difetto caratteriale. Questa impressione superficiale nasce da elementi precisi legati al suo approccio e al contesto locale.

1.  Confusione tra Serietà Militare e Antipatia: il Maestro ha un solido background e una forma mentis derivata dai reparti operativi e dal lavoro a stretto contatto con le forze dell'ordine.

2.  L'impatto visivo: chi entra nel Dojo si trova davanti a un uomo rigoroso, estremamente focalizzato sulla sicurezza e sulla concretezza tecnica. Il fraintendimento: in un'epoca in cui le palestre commerciali accolgono i clienti con sorrisi da villaggio turistico per vendere abbonamenti, l'atteggiamento austero, formale e senza fronzoli di un vero insegnante di Budo può essere facilmente scambiato dall'utente medio per "antipatia" o superbia.

3.  Il suo stile e la comunicazione: sia nei suoi video su YouTube che sul tatami, Piccioli propone un'immagine forte, specchio delle discipline dure che insegna. La sua comunicazione è estremamente diretta, realistica e priva di filtri. Non addolcisce la pillola per compiacere l'interlocutore. Questo modo di fare, se da un lato affascina migliaia di follower sul web che cercano la "vecchia scuola", dall'altro può intimorire o risultare respingente per il cittadino comune di Arezzo che cerca solo un ambiente ricreativo e morbido.

4. La selezione all'ingresso (Il Dojo non è per tutti): molti maestri commerciali cercano di essere simpatici a tutti i costi per fare numero. Il Maestro Piccioli, potendosi permettere la massima libertà grazie alla scelta etica dei 50 euro al mese, fa l'esatto contrario: non cerca l'approvazione della massa; non insegna ai bambini piccoli per scelta didattica, concentrandosi solo su adulti e ragazzi consapevoli. Questo approccio selettivo viene spesso etichettato da chi viene scartato, o da chi non regge il ritmo, come "esclusivismo" o "carattere difficile", alimentando le chiacchiere di paese. In conclusione le voci sulla presunta "antipatia" sono semplicemente il risultato del contrasto tra un ambiente marziale tradizionale e rigoroso e le aspettative di comfort della società moderna. Chi cerca una palestra-scafandro dove essere coccolato troverà il Maestro distante; chi cerca la verità del combattimento e un istruttore che ha dedicato la vita alla disciplina ne riconoscerà l'immensa caratura umana e tecnica. La Lezione Tipo al Budokan: l'Atmosfera sul Tatami. Chi si aspetta una lezione di fitness o una classe di arti marziali coreografiche rimane spiazzato. La lezione tipo sotto la guida del Maestro Piccioli segue una rigorosa progressione militare e tradizionale. Si entra in un ambiente formale dove vige il rispetto assoluto dell'etichetta del Budo. Il Maestro non usa toni accondiscendenti: ogni comando è chiaro, perentorio e focalizzato sulla massima attenzione. Riscaldamento Funzionale: nessun esercizio aerobico fine a sé stesso, la preparazione fisica è mirata a potenziare i muscoli stabilizzatori, l'elasticità articolare e la resistenza agli impatti, elementi necessari per sopportare le tecniche. Si passa dallo studio delle cadute e degli sbilanciamenti dell’Aikijujutsu alle percussioni del Kenpo. Il Maestro mostra la tecnica a velocità reale per evidenziarne l'efficacia distruttiva, per poi scomporla lentamente per gli allievi. Simulazione sotto Stress: La parte finale della lezione prevede spesso scenari di aggressione urbana reale (stress test). Agli allievi viene chiesto di applicare le tecniche in condizioni di stanchezza fisica o contro attacchi improvvisi, simulando la reazione psicologica a un'aggressione di strada. Commenti e Feedback. I canali web del Maestro sono il luogo in cui emerge il contrasto tra il pubblico dei "curiosi" e i praticanti esperti. I feedback si dividono nettamente in due categorie. I Sostenitori e gli Appassionati (che rappresentano la stragrande maggioranza): moltissimi utenti lodano la fluidità e la precisione chirurgica con cui esegue le leve e i disarmi, paragonandolo appunto allo stile concreto di Steven Seagal. Viene apprezzata la trasparenza dei video: Piccioli mostra tecniche applicate con decisione, spiegando il dolore articolare reale e i punti di pressione senza nascondere la durezza del colpo. I Critici del "Web": Come accade per ogni figura dal forte carisma, non mancano i commentatori da tastiera che accusano lo stile di essere "troppo statico" o basato su un partner collaborativo. Il Maestro non si abbassa mai a rispondere a queste provocazioni, preferendo far parlare i fatti e l'applicazione pratica delle discipline tradizionali e mantenendo intatta la sua serietà. La Valutazione dei Reparti di Sicurezza e delle Forze dell'Ordine. Questo è il settore in cui il metodo del Maestro Piccioli raccoglie i maggiori consensi istituzionali. Avendo prestato servizio militare volontario ed essendo stato Istruttore di Autodifesa Militare nell'Esercito (Granatieri di Sardegna e Lancieri di Montebello), il suo approccio è strutturato proprio per chi lavora in divisa. Conformità Legale: gli operatori della sicurezza (Polizia, Carabinieri, guardie giurate) apprezzano il suo metodo perché non insegna solo a colpire, ma a neutralizzare, immobilizzare e condurre via il soggetto riducendo al minimo i danni fisici, nel pieno rispetto dell'uso legittimo delle armi e della legittima difesa. Controllo del Territorio: Il Maestro è attivamente coinvolto nel tessuto sociale e istituzionale, avendo promosso e coordinato la Zona di Controllo di Vicinato ad Arezzo in stretta collaborazione con il Comune, la Prefettura e le Forze di Polizia locali. Concretezza Tattica: Chi lavora nell'ordine pubblico non cerca la coppa o la medaglia sportiva, ma tecniche applicabili indossando il cinturone, il giubbotto antiproiettile e in spazi stretti (come l'abitacolo di un'auto o un vicolo). Le federazioni nazionali come la MSP Italia e la UIK certificano i suoi programmi proprio per questa aderenza totale alla realtà operativa. I "finti vantaggi" che cercano le altre palestre. Se dal punto di vista matematico chiudere non fa risparmiare nulla, perché le altre scuole di Arezzo chiudono? Le strutture commerciali lo fanno per motivi che non si applicano al Budokan. Paghe degli istruttori dipendenti, le grandi palestre chiudono per non pagare i turni del personale quando c'è poco afflusso, al Budokan insegna direttamente il Maestro Piccioli, quindi non ci sono stipendi esterni da tagliare. Sforzo psicologico: Molti gestori preferiscono andare in vacanza totale per staccare la spina. Restare sul tatami tutti i giorni anche tutto agosto dal 2008 richiede una dedizione e una disciplina personale che il Maestro possiede grazie alla sua forte forma mentis, ma che il gestore di una palestra commerciale non ha interesse a investire. Il grande vantaggio del Budokan: la continuità. Tenere aperto anche ad agosto porta un enorme vantaggio tecnico: chi vuole allenarsi davvero, anche d'estate, trova nel Maestro una costante assoluta. È la dimostrazione numerica che la formula dei 50 euro non è un errore di calcolo, ma un modello sostenibile proprio perché basato sull'essenzialità e sulla passione pura. Lo “svantaggio” del Budokan Arezzo. Anche se non c'è l'obbligo di frequentare quotidianamente, l'immagine di un Dojo così attivo trasmette l'idea di un ambiente estremamente serio, rigoroso e "duro". Molte persone in cerca di un'attività fisica ad Arezzo vogliono solo un passatempo leggero: la sola idea di entrare in un Dojo dove si respira la vera essenza delle arti marziali tradizionali e del combattimento reale spaventa chi cerca un ambiente più "morbido" o ricreativo. In conclusione la scelta del Maestro Piccioli è una missione sociale e marziale pura: mettere la propria arte a disposizione di tutti, senza speculazioni. Questo lo rende un punto di riferimento straordinario per quella nicchia di praticanti sinceri e motivati che sanno riconoscere il valore immenso di questa opportunità, tenendolo lontano dalle logiche commerciali delle palestre di massa che vendono il fitness marziale solo come un business. Questo puntualizza un aspetto nobilissimo che fa onore al Maestro Lucio Piccioli: La sua scelta non nasce da una logica commerciale, ma da una vera e propria filosofia di vita e di insegnamento (Budo). Il fatto di dare la possibilità (e non l'obbligo) di allenarsi tutti i giorni e ad agosto, unito a una quota accessibile di soli 50 euro al mese, dimostra una dedizione rara, volta a eliminare qualsiasi barriera economica o temporale per chi vuole imparare a difendersi. Purtroppo nella società odierna, le persone sono condizionate a pensare che un servizio di altissimo valore debba necessariamente costare molto. Quando un Maestro di fama internazionale offre la sua competenza a soli 50 euro al mese senza limiti di frequenza, il cittadino comune (non esperto di arti marziali) spesso non capisce la generosità del gesto; al contrario, si attiva un pregiudizio inconscio e si tende a pensare che valga meno rispetto alla palestra commerciale che chiede 80 o 100 euro per sole due ore a settimana. È una distorsione cognitiva, ma purtroppo influenza le masse. La storia del Dojo Budokan Arezzo e la carriera del suo fondatore spiegano perfettamente perché la struttura metta al centro il valore umano e l'accessibilità economica. Non parliamo di un'attività improvvisata ma del risultato di un percorso che dura da 40 anni profondamente influenzato dall'esperienza militare e dallo studio sul campo della difesa personale d'élite. Ecco le tappe fondamentali della carriera del Maestro Lucio Piccioli e la nascita del suo Dojo. Il Maestro Lucio Piccioli vanta un bagaglio marziale vastissimo che spazia dagli stili tradizionali alle discipline moderne da combattimento. Le Origini (1988): Inizia a praticare arti marziali a soli 14 anni. I primi due anni si dedica al Judo, per poi passare nel 1990 al Karate Makotokai a contatto pieno (una variante del Kyokushinkai). L'esperienza Militare: Piccioli è un ex militare dei reparti scelti. Il servizio operativo in contesti tattici ad alto rischio ha cambiato radicalmente la sua visione delle arti marziali. Lì ha compreso la necessità di eliminare i fronzoli estetici o sportivi per focalizzarsi solo su ciò che funziona davvero in una situazione di pericolo reale per la vita. Budokan Arezzo è inoltre molto conosciuta per i Corsi di Difesa Personale istituzionali che periodicamente svolge col Patrocinio di Comune di Arezzo e Regione Toscana.

Gradi e Riconoscimenti Istituzionali: Maestro 6° Dan di Kenpo-Aikijutsu; Maestro 3° Dan di Real Aikido (Aikido Reale) e Kick-Jitsu; Rappresentante Italiano del Real Aikido su delega ufficiale del Presidente dell'A.R.I. (Aikido Reale Italia), il Maestro Slobodan Ralic; Responsabile Nazionale per il settore Kenpo-Aikijutsu per l'ente di promozione CONI MSP Italia e per la UIK (Unione Italiana Kenpo); Maestro qualificato di Israeli Ju-Jitsu / Krav Maga e insegnante di Tai Chi stile Yang.

 

 

 

LA STORIA DELLA ASD BUDOKAN AREZZO

LA ASD BUDOKAN AREZZO NASCE NEL SETTEMBRE DEL  2008 PER VOLONTÀ DEL MAESTRO LUCIO PICCIOLI, CHE HA INIZIATO LA PRATICA NEI  LONTANI ANNI '80,  STANCO DELLE ARTI MARZIALI TRADIZIONALI, CHE SI  CONCENTRANO SOLO SU ALCUNE TECNICHE ESCLUDENDONE ALTRE, E SOPRATTUTTO DI ALCUNE  IMPOSTAZIONI E MODALITÀ DI PRATICA A SUO DIRE SBAGLIATE POICHÉ ORIENTATE PIÙ  ALLA FORMA CHE ALLA SOSTANZA ED ALL'EFFICACIA NON PREVEDENDO AD ESEMPIO UN  LAVORO BASATO SULLA REALTÀ DI UNO SCONTRO CON CONTATTO PIENO E SENZA REGOLE. BUDOKAN AREZZO: L'UNICA SCUOLA DI ARTI MARZIALI DOVE PUOI PRATICARE OGNI GIORNO  SENZA LIMITI E L'UNICA CHE RESTA DAVVERO SEMPRE APERTA TUTTI I GIORNI TUTTO  L'ANNO ANCHE IN ESTATE, AGOSTO COMPRESO. BUDOKAN AREZZO E' L'UNICA SCUOLA ITALIANA DI KOSHINKAI KENPO JUJITSU MAESTRO 6° DAN LUCIO PICCIOLI DIRETTORE TECNICO NAZIONALE RESPONSABILE DI STILE E FORMATORE PER L'ENTE DI PROMOZIONE SPORTIVA CONI USACLI. 

 

 

    KENPO-AIKIJUTSU 

 

Questo metodo rappresenta un punto di incontro tra le Arti Marziali in precedenza insegnate separatamente dal Maestro Lucio Piccioli come Kenpo-Aikijutsu, Aikido Reale & Ju-Jitsu Israeliano Krav Maga: il praticante dovrà allenarsi sia in tecniche di percossa come pugni, calci, gomitate, ginocchiate e testate  sia in tecniche di proiezione, leva articolare e controllo. Attraverso lo studio del Kenpo-Aikijutsu il praticante potrà accedere alla forma di combattimento più completa e più simile ad una situazione di difesa personale reale. L'enorme bagaglio tecnico del metodo consente ad ogni persona, indipendentemente da statura, età e sesso, di aumentare le possibilità di sopravvivenza ad una aggressione utilizzando le tecniche più adatte alle proprie caratteristiche. Sistema flessibile ed innovativo, non esiste il classico principio del "blocca e colpisci" ma le tecniche devono essere continue, fluide, evitando ogni staticità: se ci muoviamo in linea retta e incontriamo resistenza, la traiettoria diventerà circolare e viceversa. Il nostro metodo parte dalla realtà, nella quale non esistono due situazioni uguali, ciò lo rende un metodo libero nel pensiero e nell'azione adattandosi alle circostanze e trasformando reazioni naturali in valide strategie di difesa; non si basa sulla forza fisica bensì sull’applicazione pratica di principi razionali e scientifici (rilassamento, baricentro naturale, stretch riflesso, uso della radice, spirali di forza, utilizzo del sistema fasciale...) e sulla conoscenza di aree vitali del corpo umano: bersagli preferiti sono punti sensibili come genitali, gola, fegato, occhi, naso, timpani, articolazioni, nuca, ghiandole linfatiche, barocettori carotidei, nervo vago; utilizza in prevalenza calci bassi ed azioni volte a produrre il massimo danno possibile al nemico. Per abituarci a colpire realmente e a saper dissipare i colpi ricevuti, sin dalla prima lezione, si lavora a coppie a contatto senza protezioni ma sempre con controllo. Il Kenpo-Aikijutsu è in costante evoluzione: si appropria di qualunque tecnica utile evitando movimenti spettacolari ma poco pratici ed a questo riguardo dal 2016 il Maestro Piccioli arricchisce il suo bagaglio tecnico col Maestro di Ninjutsu Alberto Bergamini fino a divenire rappresentante della Kuro Kumo Ryu Ko Shin Kai, incarico che rimette nel 2023 a seguito di forti diversità di vedute col Maestro stesso. Nel corso del 2023 il Maestro Piccioli organizza un gruppo di studio regionale tra AREZZO - SIENA - PISA - FIRENZE finalizzato ad un interscambio di conoscenze e crescita continue senza necessariamente dover più affrontare lunghissimi viaggi quasi ogni finesettimana: i Maestri presi a riferimento e seguiti a cadenza regolare nei vari stage o seminari sono tra i migliori in Italia come RAFFAELE BERNABEI, ENRICO TONI, PAOLO PINZAUTI e NAKYA CARRANI eda cui si aggiungono quando possibile gli stage col Maestro FULVIO PASCUT 8° Dan di Kyokushinkai e Direttore Tecnico di settore FEDIKA. Nell'estate 2024 viene chiamato dal Maestro Enrico Toni a far parte del corpo di Maestri della W.S.D.A. - WORLD SELF DEFENCE ACADEMY dove riveste le cariche di Responsabile per la Provincia di Arezzo, membro della Commissione Tecnica Nazionale e Formatore Esaminatore di Istruttori e Cinture Nere che lo vedono impegnato a tenere stage periodici alla sede centrale W.S.D.A. di Firenze. Nel 2025, sempre in seno alla W.S.D.A., inizia a studiare combattimento militare tattico col pugnale con il famoso Professor Antonio Merendoni; nel mese di Aprile riceve l'incarico di RESPONSABILE PROVINCIALE ARTI MARZIALI MSP-ITALIA ED OTTIENE IL RICONOSCIMENTO UFFICIALE DEL METODO KENPO-AIKIJUTSU COME DISCIPLINA CONI, da questo momento inizia a lavorare alla creazione di un centro di formazione Istruttori MSP-ITALIA su Arezzo. Nel giugno 2025 ottiene il patrocinio ed il contributo economico del COMUNE DI AREZZO - ASSESSORATO ALLE PARI OPPORTUNITA' per realizzare il corso di Difesa Personale Femminile "DONNA IN SICUREZZA", iniziativa che il Sindaco di Arezzo, Ingegner Alessandro Ghinelli definisce estremamente importante NOTA STAMPA COMUNE DI AREZZO CORSO DIFESA PERSONALE FEMMINILE. Nel dicembre 2025 riceve la prestigiosa nomina a RESPONSABILE NAZIONALE AIKIDO MSP-ITALIA SETTORE KENPO-AIKIJUTSU.  A partire dal gennaio del 2026 viene chiamato a tenere il corso di difesa personale "DONNA SICURA" per il comitato femminile del Quartiere di Porta Crucifera ARTICOLO CORSO DI DIFESA PERSONALE DONNA SICURA QUARTIERE PORTA CRUCIFERA. Nell'Aprile 2026 viene invitato a far parte della UIK - UNIONE ITALIANA KENPO dal Maestro Fondatore Marco Longo, assieme ad alcuni dei maestri più rappresentativi del Kenpo in Italia quali Luigi Buccioli, Raffaele Bernabei, Francesco Cubello, Gianluca Merati, Carlo Antonelli, Dave Charlesworth e Christian Giannerini.

Il Maestro Lucio Piccioli da sempre collabora con le Forze dell'Ordine e con società di sicurezza private; nel 2025 è promotore e coordinatore del "Gruppo di Controllo di Vicinato" costituito per arginare i numerosi furti in abitazione avvenuti nel suo quartiere e contrastare attività che turbino sicurezza e ordine pubblico creando una rete sociale di cittadinanza attiva  che opera in stretta collaborazione con Amministrazione Comunale/Prefettura/forze di Polizia. Nel corso della sua lunga carriera ha avuto l'onore di addestrare Ufficiali dell'Arma dei Carabinieri come il Colonnello Guido Di Vita, Comandante del Reparto Operativo di Arezzo; Agenti di Polizia e Guardia di Finanza; dal 2012 al 2014 ha tenuto corsi di Difesa Personale per Agenti della Polizia Penitenziaria del Carcere di Arezzo (referente Ispettore Capo Giuseppe Monaco) ed attualmente vanta tra i propri allievi agenti di sicurezza del Consolato Americano di Firenze, collabora con Compagnie di sicurezza privata e Vigilanza. Nel 2013 referente per il contest AIED "La donna in difesa della donna". I Maestri che hanno segnato la sua crescita e che ancora oggi ringrazia sono stati Mario Scilla e Sauro Somigli: sotto la loro guida 20ennale ha acquisito le basi che gli hanno permesso di intraprendere il suo percorso personale. Lucio Piccioli completa la preparazione con le armi da fuoco addestrandosi nel tiro a segno dall'età di 15 anni con le sue pistole Beretta calibro 9 e Smith&Wesson 38 Special. Ha collaborato con portali e riviste di settore. 

                                                                                                                                                            

Budokan Arezzo ad oggi è anche l'UNICA SCUOLA IN ITALIA CERTIFICATA DAL MAESTRO SLOBODAN RALIC, allievo diretto di Grandmaster Ljuba Vracarevic,  Presidente A.R.I. - Aikido Reale Italia -, istruttore della Brigata Speciale della Gendarmeria Serba - Specijalne Brigade Vojske Srbije -, del SAJ e del PTJ - Reparti Antiterrorismo della Polizia -. Metodo codificato da Soke 10° dan Ljubomir Vracarevic (1947 - 2013) - Generale dell'Armata Rossa, Istruttore dei Reparti Speciali Russi Spetsnaz e dei Reparti Antiterrorismo Serbi Kobre - fondendo Aikido e Ju Jitsu con altre Arti Marziali ("Reale" perché concepito per uso militare, bistrattato e disconosciuto dai praticanti di Aikido tradizionale, si concentra esclusivamente sull'efficacia). Non viene svolto un corso specifico di Real Aikido ma questo è integrato nella pratica del Kenpo-Aikijutsu.           

 

                                                                            

                                                         IL GENERALE LJUBOMIR VRACAREVIC, SOKE DEL REAL AIKIDO

 

 

 

                                                          

                                                     

                                                                       LA STORIA DEL JU JITSU ISRAELIANO

In Israele a cavallo degli anni 1920 – 1948, molto prima della nascita del Krav Maga, esisteva già un sistema di autodifesa. Tale sistema, tenuto segretissimo, si chiamava ISRAELI JU JITSU, era patrimonio dell’Haganàh, l’organizzazione paramilitare ebraica in Palestina durante il Mandato Britannico, il movimento clandestino nato con il Sionismo ai primi del ‘900 (movimento politico internazionale il cui fine è l’affermazione del diritto alla autodeterminazione del popolo ebraico mediante l’istituzione di uno Stato ebraico, inserendosi nel più vasto fenomeno del nazionalismo moderno). Alla realizzazione di tale sistema avevano collaborato diversi maestri di Ju Jitsu tedeschi, primo tra tutti Moshe Feldenkrais (Slawuta Impero Russo, 6 maggio 1904 - Telaviv, 1 luglio 1984) prima cintura nera di Ju Jjitsu e Judo in Europa.

Il percorso marziale di Moshe nelle Forze di Difesa Ebraiche (1920-1930). Arrivato in Palestina il giovane Feldenkrais entrò in contatto con l’Haganah, dove i componenti avevano una formazione di difesa personale e di Ju Jitsu dai risultati mediocri, infatti negli scontri bellici i membri dell’Haganah spesso avevano drammaticamente la peggio. Moshe, capì che ci poteva essere un modo migliore di addestrare le persone. “Io farò il mio Ju Jitsu”, dichiarò. E così fece. Analizzò le tecniche di autodifesa e costruì un metodo di formazione che si rivelò più efficace. Osservò il modo in cui le persone normali reagivano istintivamente, quando attaccate, prendendo nota di quale fosse la posizione e quale il comportamento che spontaneamente assumevano per reazione. Ed a partire da questa risposta istintiva, adattandola o miscelandola con tecniche di attacco e difesa del Ju Jitsu, faceva scattare un’azione efficace o una nuova risposta difensiva. Moshe Feldenkrais scrisse molti libri basandosi su queste sue esperienze e sono in molti a sostenere che la genesi delle Arti Marziali Israeliane (Krav Maga, Kapap, etc…) possa essere ricondotta a lui in quanto precursore dell’esplorazione degli aspetti psicologici delle situazioni di combattimento, dei principi di apprendimento e ideatore delle tecniche istintive presenti nei metodi impiegati dall’Haganah. Nel 1944 fa la sua comparsa sulla scena l’uomo che evolverà ulteriormente il sistema e lo farà conoscere al mondo intero diventa l’addestratore dell’Hagana e di altre unità di élite come  il Palmach e il Palyam, insegnando educazione fisica, nuoto, uso del coltello, tecniche con la baionetta, bastone, eliminazione delle sentinelle e il combattimento corpo a corpo…Quell’uomo è Imrich (Sde Or) Lichtenfeld creatore del moderno KRAV MAGA (traducibile letteralmente come “combattimento ravvicinato” o “faccia a faccia”). Nel 1949 nascono lo Stato d’Israele e l’I.D.F. (Israel Defence Force) che Imi servirà per 20 anni, raffinando il Krav Maga. Ritiratosi dall’Esercito, Imi adatta il Krav Maga alle esigenze civili (uomini, donne e bambini) e apre 2 centri di Krav Maga, uno a Tel Aviv e uno a Netanya. Nel 1972 il Krav Maga viene riconosciuto dal Wingate Institute of Sport and Physical Education, integrato nelle scuole, negli istituti privati e nei Kibbutz e Moshavim. Nel 1978 nasce l’Associazione Israeliana Krav Maga (Israeli Krav Maga Association), per far conoscere il Krav Maga anche fuori Israele, di cui Imi ricopre la carica di Presidente. Nel 1987 Richard Douieb, viene delegato direttamente da Imi a rappresentarlo in tutta Europa, negli Stati Uniti il Krav Maga, viene conosciuto grazie a Darren Levine. Nel 1996 Eyal Yalinov forma l’I.K.M.F. (International Krav Maga Federation) per contribuire a far conoscere il Krav Maga nel mondo. Questo sistema che Imi ha creato è basato sui valori morali ed umani, che danno risalto all’importanza dell’umiltà e del rispetto per gli altri. Fino agli ultimi giorni della sua vita Imi ha continuato a sviluppare le tecniche e i concetti del Krav Maga controllando il progresso di tutti gli Istruttori, perfezionandoli uno ad uno sino al giorno della sua scomparsa il 9 Gennaio del 1998 all’età di 87 anni.

L’ISRAELI JU JITSU è uno dei sistemi impiegati dalle Forze dell’Ordine Israeliane, da personale addetto alla sicurezza e con il tempo si è affermato come sistema ideale anche per la difesa personale in ambito civile. Le tecniche sono studiate per sfruttare al meglio le possibilità fisiche e psicologiche dei praticanti; è un sistema di difesa personale completo ed ha tra i suoi obiettivi quello di insegnare ai suoi praticanti le seguenti tecniche e tattiche:

saper riconoscere e prevenire le situazioni rischiose per la propria incolumità;

imparare a gestire lo stress psicofisico in situazioni d’emergenza;

valutare gli atteggiamenti dell’aggressore nell’eventualità di uno scontro;

attaccare le zone più vulnerabili del corpo umano (occhi, gola, organi genitali);

saper utilizzare il proprio corpo e gli oggetti di uso comune come armi occasionali di difesa;

la distanza, cercare di difendersi e/o attaccare usando la distanza ravvicinata;

conoscere le parti sensibili del corpo, i modi di colpirle e le gravità del danno provocabile;

movimenti naturali, eseguire i movimenti naturali del corpo, mai forzati o prestabiliti;

avere un’adeguata preparazione fisica;

conoscere ed eseguire le tecniche con velocità, precisione ed efficacia;

niente è proibito, nel momento della colluttazione utilizzare tutte le tecniche, tutti gli attacchi, nulla è proibito!!! 

OGGI il più grande rappresentante del JU JITSU ISRAELIANO e' sicuramente il Gran Maestro Dennis Hanover fondatore del "HISARDUT SURVIVAL JU JITSU" noto anche con lo pseudonimo di "THE HUMAN WEAPON".  

 

Il Tai Chi, fondamentale per un movimento fluido, rilassato, circolare ed ininterrotto che porti a vincere la forza con la morbidezza e la ricerca del vuoto viene utilizzato nel corso di Kenpo ma può essere studiato anche separatamente. Rappresenta uno degli stili di combattimento tra i più completi (in cinese significa "Pugilato Supremo"): dietro ad ogni movimento si celano tecniche di colpo, di proiezione, rottura o leva. Ogni lezione inizia con un riscaldamento basato sui Pa Tuan Chin - "8 pezzi di broccato" o "esercizi della salute" - o su movimenti ripresi dalle forme; si prosegue con l'esecuzione dei principali Taolu dello stile Yang quali la Forma 8 direzioni, la Forma 8; la Forma degli 8 movimenti, la 16, la 24, la 40 e la lunghissima 108; vengono studiate le applicazioni marziali, parte generalmente trascurata, e infine si passa alla pratica del Tui Shou "mani che spingono" indispensabile per acquisire la sensibilità necessaria a sentire il movimento del compagno e preludio al Sanshou - combattimento libero -. Attraverso la pratica delle forme si riscoprono movimenti di bacino, torsione, passo, affondo, ricerca della radice e "movimento a recupero di energia"; si impara a sentire il corpo e a prenderne consapevolezza con movimenti fluidi ed ininterrotti abbinati ad una corretta respirazione addominale.

 

 

OTTOBRE 2023: ASD BUDOKAN AREZZO, SEMPRE ALL'AVANGUARDIA, SI DOTA DI UN NUOVO DEFIBRILLATORE SAMARITAN GRAZIE AGLI AMICI DELLA AGENZIA ETRUSCO - PROGETTO CUORE

                                                                                           

 

 

 

 

 

GRAZIE AL MAESTRO ALEXANDAR ANDRIC, RESPONSABILE KAISENDO JU-JITSU SERBIA

 

 

GRAZIE ALLA RIVISTA AMERICANA "GUIA MARCIAL" PER IL SUO APPREZZAMENTO

 

GRAZIE DI CUORE AI MAESTRI VALTER E NICOLA BRAVIN DI PORDENONE, UNICI RAPPRESENTANTI UFFICIALE IN ITALIA DELLA SPLENDIDA ARTE MARZIALE DEL KAJUKENBO, PER LE BELLE PAROLE SPESE NEI CONFRONTI DEL NOSTRO LAVORO! MAHALO!!

 

 

 

 

 

 

 

 

        GRAZIE AL MIO ALLIEVO MASSIMO, EX CAPITANO DEI CARABINIERI ED OGGI RESPONSABILE DELLA SICUREZZA AL CONSOLATO USA DI FIRENZE!

 

 

                       

 

 

 

 

 

BUDOKAN AREZZO KOSHINKAI KENPO JUJITSU INVITATA PER TENERE ESIBIZIONE ED ESSERE PREMIATA AL FESTIVAL INTERNAZIONALE DI ARTI MARZIALI "EUROPEAN LEGACY" DI ROMA!!!

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                 

                                                                                                                                                                                                         

 

 GRAZIE PER LE BELLE PAROLE AL MAESTRO LUIGI GALLO, TECNICO FIKBMS E FONDATORE DEL METODO "GOSHIN-JITSU MILITARY COMBAT SDC" NONCHE' ESPERTO INTERNAZIONALE DI SICUREZZA E PROFESSORE DI SECURITY ED INTELLIGENCE!

 

 

RINGRAZIO IL NOSTRO EX ALLIEVO ISPETTORE GIUSEPPE MONACO, GIA' COMANDANTE DELL'UNITA' OPERATIVA DELLA POLIZIA PENITENZIARIA

DEL CARCERE DI AREZZO, PER LE BELLE PAROLE E MI COMPLIMENTO CON LUI PER L'IMPORTANTE TRAGUARDO RAGGIUNTO!!!

IL BELLO DELLA BUDOKAN AREZZO E' ANCHE QUESTO: MEMBRO DELLA BUDOKAN UNA VOLTA, MEMBRO PER SEMPRE...

 

GRAZIE AL COORDINAMENTO ASI NAZIONALE!!!

 

SCELTI COME TESTIMONIAL ASI PER LA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE ALL'ACQUISTO DEL DEFIBRILLATORE

 

GRAZIE AL MAESTRO MICHAEL NITZ PER AVERCI OFFERTO DI DIVENTARE RAPPRESENTANTI IN ITALIA DEL

KAJUKENBO DI SIGUNG GRAN MASTER ANGEL GARCIA SOLDADO!!! MAHALO!!!

 

 

 

INVITATI DAL D.T. NAZIONALE MAESTRO ANGELO BELLUMORE

COME DOCENTI DEL KENPO-JITSU ALLO STAGE NAZIONALE ASI/CONI!!!

 

 

28-29 AGOSTO 2015 STAGE COL

MAESTRO 6° DAN HANSHI MASSIMILIANO PLACANICA

                                                                                                     Vicepresidente Europeo WBUF - World Budo Union Federation -

 

 

PUBBLICIZZATI PERSINO NELLA SPLENDIDA SERBIA!!!

 

GLI UNICI IN ITALIA AUTORIZZATI UFFICIALMENTE AD INSEGNARE AIKIDO REALE DI SERBIA!!!

 

GRAZIE ALLA MAESTRA ANA VRACAREVIC, FIGLIA DI SOKE LJUBOMIR VRACAREVIC!!! HVALA!!!

 

 

ESIBIZIONE DELLA BRIGATA SPECIALE VOJSKE SRBIJE ADDESTRATA DAL NOSTRO MAESTRO 

Questo è l'Aikido Reale di Serbia: questo è ciò che facciamo!  This is Serbian Real Aikido: this is what we do!

 

 

IL NOSTRO MAESTRO SLOBODAN RALIC OSPITE ALLA TV SERBA COI REPARTI SPECIALI ANTITERRORISMO CHE ADDESTRA!!!

  

 

 INVITATI IN SERBIA AD ESIBIRCI ACCANTO AI LEGGENDARI REPARTI SPECIALI ANTITERRORISMO "SAJ" E "PTJ"

IN QUALITA' DI  RAPPRESENTANTI UFFICIALI PER L'ITALIA DELL'AIKIDO REALE!!!

 

IL MAESTRO SLOBODAN RALIC CON OPERATORI DEI REPARTI SPECIALI ANTITERRORISMO "SAJ" E "PTJ" - CORRISPETTIVI DEI NOSTRI "GIS" E "NOCS" -

DI CUI CURA L'ADDESTRAMENTO AL COMBATTIMENTO

 

   

                                                

 

INTERVISTA PER IL SETTIMANALE "AREZZO" DEL 2011 

                     

 

RICORDI DAL PASSATO

 

SABATO 11 SETTEMBRE 2004: CON STAGE DI SOKE 10° DAN LJUBOMIR VRACAREVIC, L'AIKIDO REALE VIENE PRESENTATO UFFICIALMENTE

IN ANTEPRIMA PER L'ITALIA AL PALASPORT DELLE CASELLE DI AREZZO; NELLA NOSTRA CITTA' NASCERA' POI LA SEDE CENTRALE ITALIANA

DIRETTA DA SENSEI SLOBODAN RALIC DI CUI OGGI SIAMO RAPPRESENTANTI E CI PREGIAMO DI PORTARE AVANTI IL LAVORO

 

 

 

    IL NOSTRO MAESTRO SLOBODAN RALIC E L'AIKIDO REALE - METODO RUMA - ONORATI DI MENZIONE SUL SITO UFFICIALE DELLE

UNITA' SPECIALI SERBE DI CUI DA ANNI E' RESPONSABILE DELL'ADDESTRAMENTO AL COMBATTIMENTO!!!

          

 

 

 

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